È il 22 maggio 1974, John Landau, critico musicale del Real Paper di Boston scrive "Ho visto il futuro del rock'n'roll e il suo nome è Bruce Springsteen" dopo essere rimasto impressionato da una esibizione di Springsteen all'Harvard Square Theatre di Cambridge, in Massachusetts. Quattro anni dopo il Boss pubblica quello che forse è uno dei suoi album migliori, ancora lontano dal glamour di "Born in the USA", dai videoclip e dall'immenso successo planetario. All'epoca Springsteen ha 29 anni e al suo quarto album dimostra al mondo intero che le parole di Landau erano davvero profetiche. Il disco costituisce una svolta nello stile compositivo di Springsteen; ai testi diretti e ai personaggi grezzi si sostituiscono storie più articolate, che riflettono la crescita intellettuale e politica del cantautore e le canzoni stesse si presentano più studiate e più musicalmente consapevoli rispetto ai primi due album. Un capolavoro.