lasciatemi spendere qualche parola su Ivan Graziani, un musicista (definirlo "cantautore" sarebbe riduttivo) dimenticato troppo in fretta dal pubblico e dalla critica "che conta".
Sono stati intestati premi a Rino Gaetano e addirittura a Mia Martini (buona cantante, pace all'anima sua, ma niente di che...) mentre del teramano Ivan Graziani, rimasto sempre al di fuori delle dinamiche politiche più in voga negli anni '70 nessuno sembra ricordarsi se non per le solite 2-3 canzoni più famose.
Eppure Ivan ha scritto pagine indelebili nel rock (ebbene sì: rock!) italiano e ha rappresentato negli anni 70 un punto di rottura.
Dopo essersi fatto le ossa nei tardi anni '60 con l'Anonima Sound ed aver prestato la sua chitarra (strumento di cui era davvero un virtuoso) in album di Battisti, Venditti ed altri, e dopo un primo album auroprodotto, finalmente nel 1976, con "Ballata per 4 stagioni" riesce ad arrivare al grande mercato. Ricordo che l'ascolto di quel disco fu per me una rivelazione: fino a quel momento i cantautori italiani erano legati alla formula chitarra (o piano) e voce, mentre qui c'era una formidabile sezione ritmica - Hugh Bullen el basso e Walter Calloni alla batteria... e scusate se è poco! - assoli di chitarra, fiati, addirttura un brano strumentale! E la sua voce con quel falsetto inconfondibile... Per me fu un colpo di fulmine, confermato daglialum successivi, tra cui i bellissimi "Pigro" e "Agnese solce Agnese" con cui arrivò, finalmente, il successo commerciale.
Non tutta la sua produzione seguente fu allo stesso livello, come accade per tutti, e negli anni '80 ha realizzato anche alcuni album davvero noiosetti e poco interessanti, ma nei suoi momenti più ispirati ha saputo portare avanti una via italiana al rock originale e personale.
E poi Ivan dal vivo... sul palco davvero dava il meglio di sé. Ricordo un suo concerto in un afoso pomeriggio (!!) all'Altro Mondo di Rimini: aveva appena pubblicato il suo secondo album "I Lupi" e in quell'enorme locale saremo stati un centinaio di persone; Ivan Graziani era da solo eppure quando suonava la chitarra sembrava avere un'intera band alle spalle! Lo rividi poi molti anni dopo con un ricco gruppo che loa ccompagnava ma il ricordo di quel pomeriggio è indelebile.
Persona schiva, lontana dal jet-set, provinciale fino al midollo (viveva a Novafeltria, un piccolo paese dell'Appennino romagnolo) ha suonato e composto fino ai suoi ultimi giorni, fino al 1° gennaio 1997 quando morì per un tumore al colon di cui soffriva dal 1995.
Credo che andrebbe ricordato un po' di più in quest'Italia musicale di oggi fatta di personaggi di plastica, confezionati nei talent-show ad uso e consumo di un pubblico televisivo...