Nell’estate del 1970 Keith Emerson, Greg Lake e Carl Palmer sono negli Island Studios per ultimare il loro primo disco, ma si rendono conto che non hanno materiale sufficiente per raggiungere il minutaggio richiesto dalla casa discografica, almeno 21 minuti per lato (era ovviamente l’epoca dei vinili). I tre musicisti si guardano intorno perplessi, qualcuno chiede “C’è nessuno che ha qualcosa da proporre?” Lake allora propone una canzone che aveva abbozzato quando aveva appena 12 anni, e che già aveva tentato senza successo di inserire nel primo disco dei King Crimson nel 1969, ma senza incontrare il favore di Robert Fripp. Lake ha raccontato: «Ero a casa di un mio amico e aveva una vecchia chitarra piuttosto malmessa e con solo una corda, però mi fece pensare che forse avrei potuto suonare la chitarra. Avvicinandosi il Natale ho detto a mia mamma, “Pensi che ci sia qualche possibilità che possa avere una chitarra per Natale?” E lei ha detto “No”. Sapete, eravamo una famiglia piuttosto povera, così a malincuore accettai la cosa. Venne Natale e naturalmente, sotto l’albero, c’era una chitarra. Restai letteralmente senza parole. I primi accordi che imparai furono Re, La minore, Mi minore e Sol e con questi 4 accordi composi questa piccola canzone». Lake suona così la sua canzone, che però non piace a Emerson che la trova troppo folk ed estranea al sound del gruppo. «Capisco, ma è la sola cosa che abbiamo pronta» ribatte Lake, così il tastierista dice «Beh, prova a registrarla per conto tuo, io me ne vado al pub!» e lascia lo studio. È Palmer a convincere Lake che forse il brano si può migliorare, così viene registrata la canzone col solo accompagnamento della batteria ma il risultato è abbastanza deludente; allora Lake aggiunge il basso, altre parti di chitarra, un assolo di chitarra elettrica (uno dei rari soli di chitarra nella produzione degli ELP) e tutte le linee vocali, con armonie comprendenti fino a sei voci. Quando Emerson torna dal pub e ascolta la registrazione resta di sasso... se ne è andato lasciando i compagni con una canzoncina folk e si ritrova una produzione coi fiocchi. Allora dice: «Wow! Credo che dovrei suonarci anche io qualcosa» ma Lake replica che ci ha già messo un assolo di chitarra elettrica. «Potrei suonare qualcosa nel finale» ribatte Emerson, che proprio in questi giorni ha appena ricevuto uno strano strumento che non ha ancora usato, il famoso sintetizzatore Moog. Il tastierista chiede al tecnico Eddie Offord di mandare la canzone su cui improvvisa un assolo nella parte finale, senza sapere che Lake sta anche regsitrando. Alla fine Lake si gira stupito verso Offord dicendo: «Sembra a me o suonava davvero bene?» «Direi che suonava proprio bene!» risponde il tecnico. A nulla valse l'insistenza del tastierista, che avrebbe voluto provare a fare un rifacimento più ragionato del suo solo: a giudizio di Lake, la parte era già perfetta, così quella che si sente nel disco è la prima esecuzione di Emerson. Robert Moog, inventore e produttore dell'omonimo sintetizzatore, ebbe in seguito modo di lodare l'esecuzione di Emerson sul brano, sancendo peraltro l'inizio di una fruttuosa collaborazione fra i due. Il testo della canzone parla di un “uomo fortunato” che ha ricchezze e consensi, ma decide di combattere per il suo paese, viene colpito e muore.
Greg Lake dice che, anche se ha scritto la canzone quando era molto giovane, la storia è sempre rimasta la stessa. «Non ho mai cambiato il testo, ma stranamente, nel corso del tempo è cambiato il modo in cui le persone percepiscono la canzone. Forse aveva vagamente qualcosa a che fare con la guerra del Vietnam, qualcuno l’ha anche associata all’assassinio di John F. Kennedy. Del resto era un’epoca in cui c’erano un sacco di guerre e di drammi sociali. Ma il testo davvero è stato interpretato in tanti modi cui io non avevo mai neanche pensato naturalmente: quando l’ho scritto ero solo un ragazzino».