Oggi - volenti o nolenti, amanti o no delle sette note - siamo letteralmente invasi dalla musica: dalle autoradio, nei supermercati, nelle sale d'attesa del medico, nei negozi di qualunque genere, alla televisione... Un bombardamento sonoro continuo che crea un substrato omogeneo cui spesso ci abituiamo al punto che, come capita per il traffico in strada, spesso quasi non lo udiamo più.
Eppure la Musica, quella vera, non era nata per questo scopo, non era nata per essere una sorta di "rumore" di sottofondo: dal medioevo in poi ha accompagnato le liturgie delle diverse religioni, ha divertito nelle piazze, e poi nei teatri e nelle sale da concerto, ha sorretto la ribellione giovanile nei confronti del "sistema" dai primi timidi anni '50 fino all'esplosione del 1968 e alla rottura estrema del punk-rock. Ci ha divertito, fatto ballare, raccontato storie, commosso, esaltato e qualche volta ci ha salvato la vita.
Chi come me ha vissuto l'epoca del vinile ricorderà come salutammo con entusiasmo la nascita delle prime radio libere, che finalmente sdoganavano certi generi musicali tenuti lontani dalla programmazione della RAI (con l'eccezione di programmi di culto come "Supersonic") e come venivano attesi con ansia iprimi programmi TV dedicati alla musica rock (come non pensare al mitico "Mister Fantasy" condotto da Carlo Massarini?).
Ora invece sembra che la musica sia al centro dell'interesse di tutti i mass-media... ma quale musica? Lady Gaga? Dischi che si susseguono nelle playlist i radio e TV un tanto al chilo, canzoni - e spesso cantanti - che durano poche settimane e poi si eclissano per lasciare posti ad altri.
Riprendiamoci la Musica che vogliamo, quella che scegliamo, che ascoltiamo quando ne abbiamo voglia e non quando causalmente passa alla radio, riscopriamo il gusto di cercare "quel" disco e di acquistarlo, anziché scaricarlo, perché solo così sarà veramente "nostro" e sapremo apprezzarlo conl'attenzione che ogni opera dell'ingegno merita.

Davide Pezzi